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Archivio Novità del sito - 2020



Avvento 2020

AVVENTO: “Tempo di attesa, di conversione, di speranza”

L’Avvento è il tempo dell’attesa della venuta di Dio, che ci prepara ad accogliere nel
mistero dell’Incarnazione l’Emmanuele, il Verbo fatto uomo per la salvezza di tutti.
L’Avvento è tempo di conversione, alla quale la liturgia di questo momento forte invita con la voce dei profeti e soprattutto di Giovanni Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 3, 2).
Infine, è il tempo della speranza: virtù che sostiene l’anima e che conforta l’essere umano.
In questo periodo di emergenza sanitaria, sociale e spirituale, sopraffatti dalle preoccupazioni e dall’angoscia, rischiamo di far affievolire la speranza e di spegnere la nostra fede.
Per evitare torpore e aridità spirituale siamo invitati alla preghiera quotidiana.
In questo tempo di Avvento, la preghiera faccia ardere la “lampada della speranza”, per illuminare i nostri passi e per
condurre il nostro cuore “affaticato e oppresso”Colui che consola: il Dio-Bambino!


A tal scopo vi consigliamo di visitare la sezione “Devozioni e Preghiere”
(Libretti di preghiera  → Preghiere del Tempo di Natale)
oppure direttamente
qui
ove potete trovare uno schema di preghiere semplici ma significative
per questo tempo forte che precede e prepara al Natale.

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Buon cammino di Avvento a tutti noi!


Solennità di Cristo Re: 8 Novembre 2020

8 Novembre: festeggiamo la regalità di Cristo

Quando il mondo era in subbuglio e il secolarismo si stava diffondendo, Papa Pio XI cercò di combatterlo affermando che Gesù Cristo è il vero re a cui dobbiamo la nostra fedeltà. Lo fece stabilendo una festa in onore di “Nostro Signore Gesù Cristo Re nel 1925 attraverso l’enciclica Quas Primas.
È la solennità che conclude l’anno liturgico e celebra la regalità di Cristo, Signore del tempo e della storia, inizio e fine di tutte le cose.

Cristo è Re e desidera regnare nei nostri cuori di figli di Dio.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica sottolinea questo legame commentando la nostra partecipazione all’ufficio regale di Gesù Cristo: Il popolo di Dio partecipa infine alla funzione regale di Cristo. Cristo esercita la sua regalità attirando a sé tutti gli uomini mediante la sua morte e la sua risurrezione. Cristo, Re e Signore dell’universo, si è fatto il servo di tutti, non essendo «venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti» (Mt 20,28). Per il cristiano «regnare» è «servire» Cristo, soprattutto «nei poveri e nei sofferenti», nei quali la Chiesa riconosce «l’immagine del suo Fondatore, povero e sofferente». Il popolo di Dio realizza la sua «dignità regale» vivendo conformemente a questa vocazione di servire con Cristo” (CCC 786).
Partecipiamo a questa regalità quando serviamo gli altri e ordiniamo la nostra vita in base al Vangelo. I santi in Cielo hanno avuto successo a questo riguardo e sono stati veri servi del Re, effondendo il Suo amore in tutto il mondo.
Erediteremo le gioie del Regno solo quando riconosceremo il nostro ruolo come servi fedeli, pronti e disponibili a fare tutto ciò che serve per promuovere un regno d’amore che si estenda in tutto il mondo...
Papa Leone XIII, l’ 11 giugno 1899, consacrò la Chiesa, il mondo e tutto il genere umano a Cristo Re. La formula della preghiera, se viene recitata pubblicamente nella solennità di Gesù Cristo Re dell’ universo, fa acquisire l’ indulgenza plenaria. L’atto di consacrazione è ricco di richiami all’amore di Cristo per l’intera umanità. Un amore che si è reso visibile proprio nella totale donazione di se stesso sulla croce. Insieme all’atto di consacrazione, nella solennità di Cristo Re, si è soliti recitare anche la preghiera di riparazione.

 

Clicca qui  per le preghiere a Cristo Re
oppure visita la sezione Devozioni e Preghiere”
e alla pagina “Libretti di Preghiera”
seleziona “Figlio Gesù”

 


Aggiornamenti emergenza Covid: 5 Novembre 2020

Misure valide in Lombardia
Il Decreto del Presidente del Consiglio del 3 novembre introduce nuove misure urgenti per prevenire la diffusione del virus Covid-19.
L’Ordinanza del Ministro della Salute colloca la Lombardia (insieme a Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria) fra le regioni in “zona rossa”, ovvero ad alto rischio. Si applicano pertanto le misure di contenimento indicate agli artt. 1 e 3 del DPCM, valide a a partire dal 6 novembre e per almeno 15 giorni da tale data.
Sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dal territorio regionale, all’interno dello stesso e all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario. Vietati gli spostamenti da una regione all’altra e da un Comune all’altro. Gli unici spostamenti autorizzati sono quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Per giustificare gli spostamenti sarà necessario esibire un’ autodichiarazione.

Viene garantito l’accesso ai luoghi di culto che deve però avvenire con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone e garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgeranno nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni.

I fedeli, se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra la propria abitazione e la chiesa ad essi più vicina e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione,  nella quale avranno espresso la dicitura “situazione di necessità”.

Scarica QUI  il modulo di Autodichiarazione per raggiungere la chiesa nelle vicinanze della tua abitazione, o nella tua Comunità Pastorale, o all’interno del tuo Comune – valido per una visita al luogo di culto e per partecipare alla S. Messa –

In parrocchia sono disponibili copie del modulo precompilato.


CONSACRAZIONE O AFFIDAMENTO? Riflessioni teologiche di don Bruno Borelli

È questo un dilemma teologico suscitato dall’attuale, nuova teologia modernista a favore dell’Affidamento e contraria alla Consacrazione…

“Consacrazione o Affidamento?”
Leggi qui

riflessioni teologiche
di Don Bruno Borelli

… Parafrasando la frase di S. Massimiliano Kolbe: non dobbiamo temere di consacrarci a Maria e al suo Cuore così tanto e spesso perché non ci consacreremo mai tanto quanto il Figlio suo Gesù, che si è per sempre e in tutto consacrato a Lei e al suo Cuore Materno, nella Divina Incarnazione.

O Maria, Consacratrice di figli di Dio, prega per noi.





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